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Stemma comunità pastorale Madonna d'Useria

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Caro don Giampietro

Riportiamo qui sotto, il saluto fatto da Don Valentino a Don Giampietro

Caro don Giampietro,
il 15 settembre è arrivato e la celebrazione di oggi in onore della Madonna delle Grazie segna il tuo saluto a questa comunità, servita come prevosto e parroco per nove anni.
Tanti sono i pensieri personali che mi ritornano e molteplici sono state le occasioni vissute.
Tante sono le immagini che di te conservo ma una sola vorrei rendere manifesta: il tuo abbraccio che mi hai dato lunedì 2 settembre alle ore 8.15 del mattino quando io mi accingevo a entrare in battistero per recitare le lodi e tu, ormai, in procinto di lasciare per sempre la tua casa e la tua parrocchia.
E’ stato un saluto veloce ma intenso: un abbraccio forte sulla porta di casa che ha lasciato subito lo spazio al tuo pianto commosso. Un pianto che, interiormente, ha fatto commuovere anche me.
Ci ho ripensato durante la santa Messa, celebrata pochi minuti dopo, e continuo a pensare a quelle tue lacrime.
Un pianto e un abbraccio che mi hanno riportato subito al 11 giugno del 2016, quando, fuori dal Duomo, con un gruppo di Arcisate e Brenno mi avete accolto appena ordinato sacerdote; anche lì e in quella occasione un abbraccio con la stessa intensità; un accoglienza e un accompagnamento da parte tua che io personalmente ho sentito durante questi anni e che mai dimenticherò. Approfondisci

SALUTO DI DON GIAMPIETRO a tutta la Comunità Pastorale “Madonna d’Useria”

SALUTO DI DON GIAMPIETRO a tutta la Comunità Pastorale “Madonna d’Useria”

Ci siamo: questo sarà il mio ultimo intervento sul “foglio parrocchiale”!
Più volte ho iniziato questo saluto e più volte la mia mente, ma soprattutto il mio cuore, hanno provato a farmi deviare dal proposito inducendomi a rimandare ad altro giorno.
Vorrei risolvere tutto dicendo­vi semplicemente un sentito “Ciao” e poi salire in macchina e chiudere al più presto questo momento di saluti che crea sempre problemi sia a chi li deve effettuare, sia a chi li deve ricevere. Ma capisco che non posso semplificare così tanto le cose, perché c’è anche un debito morale e affettivo di riconoscenza nei confronti di tutti coloro che in questi anni “non convenzionali” mi hanno accolto, accompagnato, capito e forse anche elegantemente sopportato. Approfondisci