La pace che nasce dall’attesa e illumina le nostre fragilità.
La terza domenica di Avvento ci invita a riscoprire la pace che nasce dalla fiducia e dall’attesa del Signore. Non una pace qualsiasi, ma quella che ci riempie il cuore quando sentiamo la presenza di Dio anche nelle nostre inquietudini, nei nostri dubbi e nelle nostre fatiche quotidiane. È una pace che non cancella le difficoltà, ma le illumina con la certezza che Dio cammina con noi.
Giovanni il Battista, dal carcere e con il cuore turbato, manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù: “Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?” Gesù risponde con parole che aprono il cuore: i ciechi vedono, i paralitici camminano, i poveri ricevono il lieto annuncio. È la vita nuova che inizia qui, adesso, tra noi, nei gesti concreti di amore, di aiuto e di consolazione. Non si tratta di promesse lontane o astratte, ma di segni reali della presenza di Dio nel mondo e nella nostra vita.
Quest’anno ricordiamo anche un evento speciale: il 500° anniversario della consacrazione della Basilica di San Vittore. Cinquecento anni di preghiera, di fede e di speranza, di testimonianze di uomini e donne che hanno creduto, atteso e perseverato nella fiducia. La basilica non è solo pietra: è memoria viva, custode di storie, segni e miracoli della vita quotidiana, un luogo che continua a parlare al cuore di chi cerca Dio, anche nei momenti di smarrimento.
In questo Avvento, lasciamo che la luce di Cristo entri nei nostri cuori inquieti. Prepariamo la nostra attesa con gioia, stupore e gratitudine, contemplando i piccoli miracoli quotidiani che annunciano la sua venuta. Come Giovanni e come chi ha edificato San Vittore, impariamo a guardare il mondo con occhi nuovi, a scorgere la presenza di Dio che trasforma ogni fragilità in speranza, ogni dubbio in pace e ogni attesa in vera gioia.