Seconda Domenica di Quaresima
L’ORIGINE è molto antica. Nella Chiesa delle origini non c’era un Credo scritto come lo conosciamo e preghiamo oggi. Però nel libro degli Atti degli Apostoli e nelle lettere di san Paolo per esprimere la fede cristiana possiamo già trovare delle brevi formule che le prime Comunità Cristiane hanno utilizzato in numerosi Simboli della Fede, testimoniando la loro vitalità e il “cuore pulsante” del loro credere. In ciascuno emergeva sempre il primo annuncio fondamentale della fede cristiana della Chiesa delle origini: morte e resurrezione del Signore, il cosiddetto “Kerigma”.
Nella storia della Chiesa i più importanti Simboli della fede sono:
- il Simbolo degli Apostoli è l’antico Simbolo Battesimale della Chiesa di Roma.
- Durante il Concilio di Nicea (325), convocato per contrastare l’eresia ariana, e il Concilio di Costantinopoli (381) la Chiesa avvertì la necessità di scrivere gli autentici contenuti del Credo a partire da brani presi sia dall’Antico Testamento che dal Nuovo Testamento. Nacque così il Simbolo Niceno-costantinopolitano.
Inizialmente l’uso del Credo era innanzitutto legato al Battesimo. Era quindi un “Simbolo Battesimale”. Gli adulti catecumeni che volevano diventare cristiani si preparavano con un lungo cammino e, nel periodo della Quaresima, il centro
della catechesi era la spiegazione del Credo. Essi lo avrebbero pregato davanti al Vescovo e alla comunità cristiana come segno della loro fede personale nella notte Pasquale.
Anche oggi nella Veglia Pasquale il Rinnovo delle Promesse Battesimali è uno degli elementi rituali centrali, frutto del cammino Quaresimale.