Dalla Domenica delle Palme, un invito a seguirlo con fede e amore

Oggi, con la Domenica delle Palme, inizia la Settimana Santa, il tempo più importante e intenso per noi cristiani. È come se si aprisse davanti a noi una porta speciale, che ci invita a camminare insieme a Gesù: entriamo con Lui in Gerusalemme, lo seguiamo sulla via del Calvario, e poi arriviamo con gioia alla Pasqua, il giorno in cui la vita vince la morte. Ma attenzione: quello che viviamo oggi non è uno spettacolo o una semplice tradizione da ripetere ogni anno. È un cammino di fede. Con questo gesto vogliamo dire a Gesù: “Sì, vogliamo seguirti davvero!”.


Che cosa fa Gesù?

Il Vangelo ci racconta che Gesù entra in Gerusalemme e la gente lo accoglie gridando con entusiasmo: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”

Gesù non fa discorsi, non si mette in mostra. Fa un gesto semplice ma pieno di significato: sale su un asino. Non su un cavallo da guerra, ma su un asinello, simbolo di pace e di mitezza. È come se dicesse:  “Io non vengo con la forza o con la paura, ma con la dolcezza e con l’amore.”

Gesù è il re, sì, ma un re diverso da quelli che vincono con le armi o con il potere. È un re che serve, che si dona, che ama fino alla fine.

Mentre entra in città, sa che lo aspettano giorni difficili, eppure non scappa, non si tira indietro. Tiene gli occhi fissi sul Padre, pronto a fare la Sua volontà.

E anche oggi Gesù fa la stessa cosa con noi: entra nelle nostre “città”, cioè nella nostra vita, nelle nostre famiglie, con bontà, fiducia e amore. Non viene per giudicarci, ma per portarci speranza e vita vera.


E noi, che cosa possiamo fare?

Se Gesù ha scelto la via dell’amore e dell’umiltà, anche noi vogliamo seguirlo in questi giorni importanti.

  • Partecipiamo alla Settimana Santa. Ogni giorno è un passo per capire quanto Gesù ci ama: dalla lavanda dei piedi, alla croce, fino alla gioia della risurrezione.
  • Confessiamoci, per liberare il cuore da tutto ciò che ci appesantisce e prepararci a ricevere la luce della Pasqua.
  • E soprattutto, decidiamo: vogliamo accogliere Gesù nella nostra vita? Vogliamo che la sua Pasqua cambi davvero il nostro modo di vivere?

Quando la folla stese i mantelli davanti a Gesù, era come se dicesse:  “Signore, su di noi puoi passare, ti apriamo la strada!”

Anche noi possiamo fare lo stesso: stendere la nostra vita davanti a Lui, lasciando che il suo amore ci trasformi.

Unendoci ai bambini di Gerusalemme possiamo gridare anche noi, con gioia e con fede: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!

Preghiamo insieme perché in questa Eucaristia il Signore ci doni la pace, la gioia e una fede viva, che ci accompagni fino alla luce splendida della Pasqua.

Quando agitiamo le palme e diciamo “Osanna!”, non stiamo solo ricordando un fatto del passato. Stiamo dicendo che vogliamo accogliere Gesù come Re della nostra vita, che vogliamo essere segni di speranza nel mondo, portando un po’ della sua luce dove c’è buio.