GRUPPI di ascolto della Parola

Il “Vangelo nelle case”, è un’iniziativa semplice: trovarsi in casa, con amici, vicini, parenti e leggere insieme un testo biblico per commentarlo e confrontarsi un po’, pregarci sopra qualche minuto ed eventualmente trovare un atteggiamento personale da rinnovare a partire dall’ascolto della Parola di Dio e dalla parola degli altri: è mantenere così vivo il Vangelo nella propria vita.
a) Il primo pregio può essere il luogo: la casa. La casa è il luogo di vita e di ritrovo della gente. La casa è il luogo dove si affronta la vita, i problemi, le relazioni, le gioie e le difficoltà, le nascite e le morti, la salute e la malattia. Trovarsi in casa porta spontaneamente a parlare del vissuto. La casa è il luogo naturale della comunicazione tra le persone. Incontrarsi in casa è subito un invito alla parola, al dialogo. In casa non c’è chi insegna e chi ascolta, anche se i ruoli sono differenti. In casa tutti parlano. Il Vangelo così torna nelle strade, entra nelle case. La fede diventa una cosa di cui parlare, quotidiana, legata alla vita della gente.
b) Lo stile partecipativo. Non è possibile in una casa fare una conferenza e poi chiedere ai presenti cosa ne pensano. Il catechista laico non vuole fare una conferenza e la gente non li frequenta per questo motivo. Li frequenta per parlare, per comunicare, per condividere. I GRUPPI di ascolto della Parola operano una “declericalizzazione” dell’annuncio del Vangelo: la Parola di Dio torna risorsa disponibile per tutti. Il buon pane della Parola è dato alla gente.
c) Il contenuto: esperienza e Parola. In un contesto di questo genere si è ‘obbligati’, dentro una casa a ascoltare le persone e la realtà che esse vivono con gli occhi e gli orecchi carichi del messaggio cristiano; d’altra parte si è obbligati ad ascoltare la “Parola di Dio” senza disgiungerla dalla “parola dell’uomo”, dai suoi bisogni, dalle sue ansie, dalle sue aspirazioni.
d) La conduzione dei gruppi del vangelo. I GRUPPI di ascolto della Parola sono guidati da animatori. Il loro ruolo sarà semplicemente di aprire l’incontro con la preghiera e di chiuderlo con una piccola sintesi delle cose emerse.
Insomma: si tratta di rimettere al centro la Parola di Dio, convinti che si è fatta strada, è la necessità di un annuncio e di una pastorale basati sui rapporti personali, sulle esperienze di relazione interpersonale, e sempre di meno sulle strutture. La fede nasce dai rapporti.
Stiamo in qualche modo tornando ad una situazione simile a quella della comunità primitiva Le prime “chiese” sono nate da esperienze di comunicazione, attorno ad un evento che ha fatto irruzione nella loro vita. Le comunità sono nate da parole profonde che un gruppo di uomini e donne si sono scambiati, parole rese possibili dalla Parola, dall’esperienza comune del Signore Risorto.

don Claudio

 

VANGELO nelle CASE
Gruppi di ascolto della Parola

Fam. Barberio Arcisate Via Verdi 15
Fam. Di Sirio Arcisate Via Mazzini 25
Fam. Gelso Milani Arcisate Via dei Chiosi 3
Fam. Lucchini Arcisate Via Cantello 84
Fam. Montalbetti Arcisate Via Petrarca 26
Fam. Nicora Martinelli Brenno Via Oberdan 8
Fam. Racca Brenno Via S. Michele Arc. 22
Fam. Rossi Santa Arcisate Via Matteotti 98
Fam. Spadotto F. Brenno Via XXIV Maggio 21
Fam. Tonoli Arcisate Via C. Monti 8